Fablab: firma convenzione e montaggio macchine

 

Un Mini FabLab a Taranto Vecchia è una raccolta di fondi online (crowdfunding), promossa dal Comune di Taranto nell’ambito del progetto NEXTaranto, per la realizzazione di un primo FabLab a Taranto Vecchia, in modo da favorire:

  • il diffondersi e l’accrescersi di una cultura digitale intesa come un insieme di conoscenze e competenze riguardo l’uso dei più moderni strumenti di produzione come ad esempio le stampanti 3D;
  • l’insegnamento/apprendimento della programmazione riconoscendo tale abilità come valore fondamentale per le professioni del futuro;
  • la creazione di un ambiente fertile per lo sviluppo della creatività e di soluzioni innovative, atto a favorire la contaminazione tra mestieri e competenze.

Raccogliendo € 15.000,00 l’amministrazione cittadina intende attrezzare il primo FabLab della rete. Questo FabLab avrà una dotazione minima (Mini FabLab) e sarà allestito all’interno di Palazzo D’Aquino, nella città vecchia di Taranto. La scelta di questa localizzazione per il primo FabLab ha una valenza sia simbolica, in quanto il centro storico è il luogo da cui la città di Taranto intende ricostruire il proprio futuro, che sociale per il contributo che spazi come il FabLab posdono dare alla rigenerazione sociale del quartiere. Alla fine della campagna la cifra raccolta sarà impiegata per l’acquisto delle attrezzature necessarie ed entro il 2016 sarà avviato il Mini FabLab.

Affinché l’apertura del Mini FabLab non si riduca ad un evento isolato e povero di effetti, nell’ottica della creazione di una rete di FabLab che assuma lo status di sistema infrastrutturale di spazi a supporto della nuova cultura digitale quale opportunità per il futuro della città, un ruolo chiave è svolto dall’Amministrazione Comunale, per far convergere le tante lampadine accese e farle diventare un inarrestabile fascio di luce capace di illuminare la città.

Il Fablab è la fabbrica del futuro, quella che ci sarà quando i nostri figli o i nostri nipoti avranno la nostra età. Oggi ci sono già FabLab un po’ dappertutto, nel Mondo e anche in Italia. Realizziamo un FabLab anche a Taranto e dopo averne aperto uno realizziamone altri, più grandi e più attrezzati, per conoscere e utilizzare gli strumenti e le possibilità che la fabbricazione digitale ci offre.

Ma cos’è un FabLab?

L’idea di FabLab (Fabrication Laboratory) nasce nel 2001 al MIT di Boston (USA) e il nome indica la visione di un luogo dove gli oggetti fisici nascono a partire dalle loro rappresentazioni digitali grazie a macchine e dispositivi tecnologicamente avanzati. Si può pensare ad un FabLab come ad una biblioteca, dunque un elemento fondamentale per la condivisione della conoscenza dove, al posto dei libri, si possono prendere in prestito macchinari solitamente inaccessibili come stampanti e scanner 3D, macchine a taglio laser, schede elettroniche.
Un FabLab è anche un luogo di incontro tra persone con formazioni eterogenee, che possono risultare straordinariamente complementari per concepire progetti innovativi: artigiani tradizionali, esperti di elettronica, grafici, informatici, gente comune con un’idea in testa. Un FabLab è soprattutto un luogo di formazione tecnica che si fonda sull’assunto “se faccio imparo”, complementare alla formazione strutturata di derivazione scolastica.

Il progetto NEXTaranto intende quindi favorire la costituzione di una rete cittadina di spazi con queste caratteristiche. Stiamo assistendo oggi alla “Quarta rivoluzione industriale”, quella dello Smart Manufacturing, l’innovazione digitale nei processi della manifattura, che rappresenta la chiave per la competitività del comparto manifatturiero del futuro. L’industria del futuro non sarà come quella che conosciamo oggi ma sarà sostenibile, intelligente, efficiente e connessa e Taranto, da sempre caratterizzata dal rapporto conflittuale tra città-fabbrica, vuole proiettare nel futuro e rivoluzionare la sua connotazione di “città industriale” proponendosi come prima Fab-City in Italia.

L’obiettivo è quindi avere una rete di Fablab integrata con la città e con la comunità locale per riportare la produzione nell’area urbana e in particolare nelle mani dei cittadini, cercando di ricreare una versione moderna delle botteghe rinascimentali nonché formare e strutturare una conoscenza utile soprattutto ai giovani della città di Taranto e alla loro professione futura.

Presentato il primo Fablab del Comune di Taranto

Ci sono ingegneri, architetti, programmatori, designer ed artigiani nel primo Fab Lab del Comune di Taranto, un centro attrezzato per la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante avanzate tecnologie 3D. L’iniziativa, finanziata mediante una raccolta fondi online promossa dal Comune e dal gruppo NextTaranto, ha preso il via nelle scorse settimane all’Urban Center in Vico Carducci, nel cuore dell’Isola Madre. L’obiettivo del FabLab è quello di educare le giovani generazioni all’intraprendenza, allo spirito di iniziativa e al lavoro di gruppo attraverso tipiche attività quali l’autocostruzione di dispositivi, condivisione delle conoscenze tecnologiche, cooperazione con le comunità dei makers, eventi ed incontri con opinion leaders nella cultura della fabbricazione digitale e del making, con la prospettiva futura di dare vita ad una comunità digitale di makers e fabber.

Un concreto messaggio positivo di speranza per il futuro dei nostri giovani: questo è stato il leitmotiv del workshop con cui, nel Salone degli Specchi a Palazzo di Città, è stato presentato alla comunità il primo FabLab del Comune di Taranto.
Un fabLab è un centro attrezzato per la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante avanzate tecnologie 3D, quali frese e stampanti 3D, ma è soprattutto un “luogo fisico” in cui si riuniscono gli “innovatori” per condividere know how, idee e progetti
È quello che accade anche a Taranto presso il primo FabLab del Comune di Taranto, le cui attività hanno preso il via nelle scorse settimane presso l’Urban Center dell’Amministrazione comunale di Taranto in Vico Carducci, nel cuore dell’Isola Madre; la sua gestione è stata affidata, mediante avviso pubblico, all’ETS “Associazione Europa Solidale Onlus”.

È una comunità di “makers visionari” in quanto hanno una nuova vision proiettata nel futuro, tra cui ingegneri, architetti, programmatori, designer e artigiani, soprattutto giovani che hanno capito che possono e devono conquistarsi un loro spazio nel mondo investendo su competenze e capacità professionali.
Sono stati loro ad affollare il Salone degli Specchi del Municipio per il workshop “Fablab Taranto: a new maker’s house. Realizziamo un sogno!”, insieme agli studenti di classi dell’I.T.E.S. “Pitagora” e del I.P.S. “Cabrini”, due scuole con il cui il FabLab sta avviando dei progetti di Alternanza-Lavoro.

Il workshop, moderato dal giornalista Marco Amatimaggio, è stato aperto dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: «Oggi è un giorno di festa per la nostra città perché è un giorno di cambiamento. Il mondo attorno a noi sta cambiando, e allora abbiamo due possibilità: o ci fermiamo in un’inutile difesa del passato, o diventiamo una comunità resiliente e ci attrezziamo per governare la trasformazione accettando la sfida, come sta facendo l’Amministrazione comunale».
«Questo FabLab è uno degli step dell’articolato programma dell’Amministrazione comunale per la diversificazione produttiva del nostro territorio – ha poi detto Melucci – che passa anche attraverso l’internalizzazione della PMI e l’investimento in Ricerca e Sviluppo, per riuscire a intercettare nuovi segmenti di economia e di cultura. Vogliamo creare un vero e proprio hub di conoscenze e buone pratiche a favore delle nuove generazioni, che contribuisca a far superare loro la monocultura industriale».
«Taranto è una città che si è messa finalmente in moto creando nuove prospettive – ha concluso il primo cittadino rivolgendosi agli studenti in sala – e per voi giovani si stanno aprendo “praterie” da percorrere: sappiate cogliere questa straordinaria opportunità!»

È poi intervenuto Paolo Campagna, presidente ANCE Taranto, che ha salutato con favore la nascita del FabLab che rappresenta una fucina di quelle competenze di cui le aziende del territorio hanno tanto bisogno per innovarsi e rilanciarsi su nuovi mercati.
Giuseppe Russo, presidente ETS “Europa Solidale Onlus”, ha invitato tutto il territorio a “occupare” il FabLab (mail fablab@europasolidale.eu) che è inclusivo e aperto alla collaborazione con tutta la comunità tarantina, in particolare con le scuole superiori, l’università, le imprese e gli studi professionali.
In seguito sono intervenuti Alessandro Spinelli, ideatore progetto “Nextaranto” che ha illustrato la raccolta fondi online (crowfunding) con cui è stato finanziato il FabLab, mentre Barbara Scozzi, membro del Comitato scientifico FabLab per POLIBA, ha illustrato la rete nazionale dei FabLab e alcune delle buone pratiche che si possono condividere con loro.

I lavori sono poi entrati nel vivo con l’intervento di Ubaldo Occhinegro, assessore comunale Lavori Pubblici, che ha sottolineato il ruolo di polo innovativo che i fablab hanno nelle comunità, creando nuova occupazione a favore di figure professionali innovative.
«Abbiamo voluto ubicare il nostro primo FabLab nel cuore dell’Isola – ha affermato Occhinegro – perché siamo convinti che la comunità di makers innovatori che l’abiterà, possa dare un significativo contributo anche alla rigenerazione sociale del Centro storico. Per l’Amministrazione comunale l’Isola madre e Porta Napoli rappresentano il cuore di Taranto, punto di partenza della rinascita di una città che sta finalmente uscendo da una fase di stagnazione».
«Scopo ultimo del nostro FabLab – ha concluso l’assessore – è educare le giovani generazioni all’intraprendenza, allo spirito di iniziativa ed al lavoro di gruppo attraverso tipiche attività quali l’autocostruzione di dispositivi, condivisione delle conoscenze tecnologiche, cooperazione con le comunità dei makers, eventi ed incontri con opinion leaders nella cultura della fabbricazione digitale e del making».
In seguito Giuseppe Cavallo, responsabile “FabLab”, ha illustrato le capacità tecniche del FabLab tarantino e la sua progettualità che vuole fare rete soprattutto con i giovani makers e fabbers del territorio: «Stiamo già realizzando progetti di Alternanza-lavoro con le scuole, e a breve lanceremo progetti per far realizzare agli studenti il logo e il sito del FabLab, nonché il suo naming Siamo aperti a ogni forma di collaborazione sinergica con professionisti, scuole, aziende e studi professionali. Il nostro obiettivo più importante è riuscire a realizzare la piena sostenibilità nel tempo del FabLab».

Nicola Parisi, direttore del FabLab POLIBA – Centro tecnologico per la fabbricazione digitale, è intervenuto su “Innovazione nei percorsi di formazione e training nel design e nell’architettura” illustrando il ruolo che oggi hanno, se correttamente gestiti e inseriti nei network internazionali, i fablab nella comunità accademica e in quella professionale, creando straordinarie opportunità per i giovani che sapranno utilizzarle.
Nei fablab stanno nascendo nuove figure professionali, quelle più richieste dal mercato del lavoro globalizzato, anche se l’Italia ha accumulato un ritardo notevole rispetto al resto del mondo, che però il nostro Paese sta recuperando, soprattutto in alcuni centri di eccellenza.
Un concetto ripreso nel suo intervento da Giuseppe Fallacara, presidente N.F.R.G. – Responsabile corso di perfeziona-mento CESAR, che ha iniziato sentenziando: «Venti anni fa al MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston si codificavano i processi con macchine a controllo numerico che stiamo vivendo oggi in Italia. Nel nostro Paese alcuni poli di eccellenza lavorano da anni in questo settore, come il Politecnico di Bari che all’epoca acquisì le prime stampanti digitali che costavano 20.000 euro, le stesse che oggi si comprano a poco più di 1.000 euro!».
In ultimo Fallacara ha proiettato un video in cui sono state mostrate le capacità e le realizzazioni dei fablab di New York City e di Mosca, due tra i più avanzati del mondo, in cui lavorano team di innovatori di tutte le età, momenti di socializzazione in cui si è realizzato il “divertimento-apprendimento”, perché si lavora in un gruppo condividendo know how e passioni.
Con i videomessaggi di auguri al fablab tarantino di questi due straordinari poli di innovazione mondiali, distanti migliaia di chilometri, ma vicini nello spirito e nella voglia di fare, si è concluso tra gli applausi il workshop.